26 mar 2011

 I Morgon di Jean Foillard
L'altra faccia del Beaujolais

 Dopo un anno di attesa, in cui possiamo dire di aver capito che ai produttori francesi piace che gli sia fatta la corte,finalmente possiamo raccontarvi di una perla della zona del Beaujolais, il Morgon di Jean Foillard.
La piccola ma florida e produttiva  zona che si estende a nord di Lione e a sud di Macon è compresa nel dipartimento del Rodano e in minima parte in quello di Saone et Loire, al limite del massiccio centrale ad oriente mentre discende verso la Loira nella parte occidentale.
Jean Foillard vive e lavora a Villié Morgon, dove possiede circa 11 ettari totali che ha aquisito nel tempo dopo aver lavorato nell'azienda di famiglia, recuperando e restaurando una proprietà in decadenza nel 1982, e cominciando a lavorare senza l'ausilio di prodotti chimici e con un approccio più "pulito" nella conduzione della vigna e nella vinificazione dal 1985.




Ora è uno dei punti di riferimento non solo nella zona, dove ha contribuito a rilanciare e valorizzare un terroir ricco di sorprese e di realtà qualitativamente importanti, ma anche all'estero dove il suo vino viene esportato e considerato un modello per chi cerca nei vini cosiddetti "naturali" quel carattere e quell'identità del territorio che gli sono propri. I vini che Foillard produce sono il frutto di un unico vitigno, il Gamay, ma che differenzia vinificando separatamente le parcelle di "Corcelette", di "Cote du Py" e di "Fleurie". Il suo Morgon Classique è l'unico in cui utilizza vini provenienti da parcelle diverse e meno interessanti e la cuvèe "3.14" proviene invece da vigne di almeno 80 anni nel vigneto "Cote du Py". La vinificazione che Foillard porta avanti è quella tradizionale della zona del Beaujolais, adottando allo stesso tempo tutte le modifiche che lo rendono speciale. Raccolta rigorosamente a mano, maturazione completa dei grappoli che una volta raccolti in piccole ceste da 40 kg. passano in vasche di cemento in una sala refrigerata, dove la bassa temperatura rallenta i batteri ma non i lieviti, rigorosamente indigeni. Una volta completata questa fase parte la macerazione carbonica, nella quale si assiste alla "mortificazione" dei grappoli, ossia il colore e le componenti polifenoliche passano dalla buccia alla polpa, bianca in un primo momento, fino a che si colora, in una fase che può durare anche 30 giorni, e producendo appunto CO2. I grappoli quindi passano alla pressatura lenta e alla fermentazione alcolica. I rimontaggi  che seguono sono solo sulle fecce fini, mentre quelle più grandi vengono lasciate in fondo alle vasche,  con un sistema che sfrutta sempre la gravità per essere sempre "dolci" con il vino, dopodichè il contenuto passa in legno fino al momento di imbottigliare. Quest'ultimo passaggio è l'unico in cui c'è un piccolissimo apporto di solforosa.

I vini che Jean Foillard produce sono morbidi, fruttati, piacevoli e persistenti come il Morgon "Classique" 2009, minerali, strutturati e speziati come nel "Cote du Py" 2009, intensi, eleganti e persistenti come nel "Corcelette" 2008, tutti uniti dal filo conduttore della piacevolezza e della facilità di una beva intrigante e sorprendente.
Vi aspettiamo da Remigio per un bicchiere o una bottiglia in compagnia!

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